Double cleansing con prodotti naturali: la guida completa per tutti i tipi di pelle

23 Aprile 2026 alle 9:00
14 min
Autore: PlantaDea Staff 
infografica che mostra la doppia detersione mattina e sera
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La detersione del viso perfetta esiste ed è alla base di ogni skincare efficace. Non è un trend passeggero, ma un vero pilastro della cura della pelle: il double cleansing, o doppia detersione, una tecnica nata nella skincare coreana che, nel tempo, aiuta a ottenere una pelle più sana, luminosa ed elastica. In una parola: più giovane.

Il double cleansing rappresenta i primi due passaggi della routine di skincare coreana ed è fondamentale per mantenere l’equilibrio della barriera cutanea. Ma in cosa consiste esattamente e perché la detersione del viso è così importante?

La doppia detersione è un metodo di pulizia del viso in due fasi: si inizia con un detergente oleoso, ideale per sciogliere sebo, SPF e trucco, e si prosegue con un detergente acquoso, che rimuove le impurità residue e deterge in profondità, preparando la pelle ai trattamenti successivi.

Una detersione del viso non corretta può alterare la barriera cutanea, favorire la comparsa di impurità, brufoli, punti neri e infiammazioni, oltre ad accelerare il processo di invecchiamento della pelle.

Molte guide sul double cleansing si limitano a spiegarne il funzionamento, ma trascurano aspetti fondamentali: come scegliere i detergenti viso più adatti ai diversi tipi di pelle e perché un olio vegetale puro non può sostituire un detergente oleoso formulato.

Questa guida completa sulla doppia detersione nasce proprio per rispondere a queste domande e aiutarti a costruire una routine di skincare efficace.

Cosa si intende per double cleansing e perché funziona davvero

La detersione del viso in un solo passaggio, per quanto pratica, ha un limite preciso: un unico detergente non riesce ad aggredire in modo efficace sia le impurità lipofile (sebo, SPF, pigmenti del trucco) che quelle idrofile (sudore, inquinanti atmosferici, residui di toner o siero). 

Il double cleansing nasce proprio per colmare questa lacuna, sfruttando due fasi con caratteristiche chimiche diverse.

Nasce dalla K-beauty: le origini nella skincare coreana

La doppia detersione è uno degli elementi fondativi della skincare coreana, quella sequenza di passaggi che ha trasformato la cura della pelle da routine veloce a pratica consapevole. 

Nell'approccio K-beauty, pulire il viso non significa semplicemente rimuovere il trucco: significa preparare la pelle a ricevere tutti i trattamenti successivi nel modo più efficace possibile.

I brand coreani hanno diffuso globalmente il metodo soprattutto a partire dal 2010, ma la logica del doppio step era già radicata nell'estetica giapponese e nell'uso tradizionale degli oli detergenti. 

Oggi il double cleansing è considerato la base di qualsiasi routine dermatologicamente corretta, indipendentemente dall'ispirazione coreana o meno.

Il principio chimico del “simile scioglie simile”

Il fondamento del double cleansing è chimico, non estetico. Gli oli e i grassi si sciolgono con altri oli e grassi: è il principio della solubilità “like dissolves like”, noto in chimica organica. 

Il sebo prodotto dalle ghiandole sebacee, le basi oleose degli SPF, i pigmenti grassi del make-up aderiscono alla pelle attraverso legami lipidici. Un detergente oleoso, applicato a pelle asciutta, riesce a inserirsi in questi legami e a emulsionare le impurità lipofile in modo molto più completo rispetto a qualsiasi gel schiumogeno applicato su pelle umida. 

Il secondo step, acquoso, rimuove i residui idrosolubili e porta via l'emulsione formata nel primo passaggio, lasciando la pelle pulita senza aggredirla.

Questo è anche il motivo per cui l'acqua micellare non equivale al primo step di un vero double cleansing: le micelle contenute nell'acqua micellare rimuovono le impurità per azione detergente blanda, non per vera solubilità oleosa, e richiedono dischetti ripetuti per avvicinarsi all'efficacia di un olio detergente [1].

Quattro buoni motivi per fare la doppia detersione ogni sera

Non ogni routine skincare ha bisogno di double cleansing. 

La mattina, in assenza di trucco e SPF residuo, un solo detergente delicato è spesso sufficiente. 

La sera, invece, soprattutto se si porta il trucco o si usa la protezione solare, la doppia detersione non è un lusso: è la scelta più efficace per la salute della pelle nel lungo periodo.

Elimina trucco, SPF e sebo in modo completo

Gli SPF moderni, soprattutto quelli waterproof o ad alto fattore, formano un film lipofilo resistente all'acqua. Per questo motivo un detergente acquoso da solo fatica a rimuoverli completamente. 

Uno studio pubblicato su Journal of Dermatological Science ha mostrato che i residui di filtro solare rimasti sulla pelle dopo una detersione insufficiente possono contribuire all'occlusione dei follicoli piliferi [2]. 

Il primo step oleoso risolve tale problema. Scioglie il film solare già con il calore delle mani, prima ancora di aggiungere acqua, evitando la comparsa di brufoli e imperfezioni dovuti all’infiammazione e all’occlusione dei pori.

Pori più puliti significano meno brufoli

L'accumulo di sebo ossidato, cellule morte e residui di prodotto è tra le cause principali della formazione di comedoni aperti (punti neri) e comedoni chiusi (brufoli). 

Una detersione che rimuove davvero le impurità lipofile riduce la quantità di materiale disponibile per intasare i follicoli. 

Ciò vale anche per la pelle grassa e acneica: contrariamente a quanto si pensa, l'uso di un detergente oleoso nel double cleansing non peggiora l'acne. La ricerca cosmetologica indica che gli oli non comedogeni di origine vegetale, quali l'olio di jojoba o quello di riso, non intasano i pori quando usati in formula detergente e risciacquati correttamente [3].

I prodotti successivi penetrano molto meglio

Una pelle davvero pulita assorbe in modo più efficiente sieri, idratanti e trattamenti. 

Se sulla superficie cutanea rimangono strati di sebo ossidato, SPF o residui di fondotinta, i principi attivi dei trattamenti successivi trovano una barriera fisica che ne riduce la biodisponibilità. 

Il double cleansing è quindi una premessa diretta all'efficacia di tutta la routine: non aggiunge prodotti, ma moltiplica il risultato di quelli già presenti.

Rispetta il film idrolipidico meglio di un solo detergente aggressivo

Chi lava il viso con un unico detergente schiuma abbondante o un prodotto sgrassante forte per sentirsi davvero pulito rischia di compromettere il film idrolipidico, lo strato protettivo naturale della pelle composto da sebacei, sudore e acidi grassi. 

Un double cleansing con un olio delicato al primo step e un detergente a basso pH al secondo non soltanto pulisce in modo più completo, ma lo fa rispettando meglio il pH fisiologico cutaneo (circa 4,5-5,5) [4].

Come fare il double cleansing 

La sequenza è semplice, tuttavia i dettagli dell'esecuzione fanno la differenza tra un double cleansing efficace e uno che ottiene lo stesso risultato di un lavaggio unico.

Infografica che spiega i passaggi della doppia detersione e che indica la sera come momento ideale

Primo step: il detergente oleoso su pelle asciutta

Si applica il prodotto oleoso (olio detergente, balsamo struccante o cleansing oil formulato) con mani asciutte sul viso asciutto. 

Si massaggia con movimenti circolari delicati per 60 secondi circa, insistendo sugli zigomi, le ali del naso, il mento e le sopracciglia dove si concentra il trucco.

A questo punto si aggiunge una piccola quantità di acqua tiepida: il prodotto emulsiona e diventa lattiginoso, segnale che sta legando le impurità lipofile. Infine, si risciacqua abbondantemente. La pelle risulta già molto più morbida rispetto a prima del lavaggio.

Secondo step: il detergente acquoso su pelle umida

Su pelle ancora umida, si applica una piccola quantità di detergente acquoso (gel, latte, mousse o schiuma a basso pH). 

Si massaggia con movimenti circolari per 30-45 secondi, poi si risciacqua con acqua tiepida. Il risultato finale deve essere una pelle pulita, non tesa: se si avverte una sensazione di tiraggio, il secondo detergente è troppo aggressivo per il tipo di pelle.

La sera è il momento giusto

La doppia detersione va fatta la sera, non la mattina. Durante la notte la pelle non è esposta a trucco o SPF, perciò la mattina basta un detergente delicato o anche solo un risciacquo con acqua fresca. 

Fare il double cleansing due volte al giorno risulta eccessivo per la maggior parte dei tipi di pelle: rischierebbe di rimuovere troppi lipidi naturali, soprattutto nelle pelli secche o sensibili.

Chi ha la pelle secca e vuole integrare il double cleansing in una skincare completa trova la sequenza ottimale per il giorno e la notte nella guida seguente.

Confronto tra i prodotti per ogni step del double cleansing

ProdottoRimuove sebo/truccoRimuove residui acquosiAdatto a
Olio/balsamo detergente✔✔ OttimoParzialeTutti i tipi di pelle (1° step)
Acqua micellare✔ Sufficiente✔ BuonoAlternativa 1° step (non equivalente)
Latte detergente acquosoLimitato✔✔ OttimoPelle secca/sensibile (2° step)
Gel detergente acquosoLimitato✔✔ OttimoPelle grassa/acneica (2° step)

Come adattare il double cleansing al proprio tipo di pelle

Non esiste un unico double cleansing universale: la scelta dei prodotti per il secondo step (e in parte anche per il primo) va calibrata sul tipo di pelle.

Ignorare questa variabile è uno degli errori più comuni che porta a risultati deludenti o, nei casi peggiori, a irritazioni.

Noi di PlantaDea abbiamo elaborato una guida alla beauty routine viso per ogni tipologia di pelle: avrai un metodo pratico per identificare con chiarezza il tuo fototipo e non avere più dubbi. 

Pelle secca: idratare mentre si deterge

Primo piano su volto con pelle molto secca e screpolata

La pelle secca ha già una barriera lipidica fragile: un doppio passaggio con prodotti inadatti può lasciarla ancora più a corto di lipidi. 

Il secondo detergente deve essere un latte detergente o un gel cremoso a basso tensioattivo, meglio se arricchito con ingredienti emollienti come olio di mandorle dolci, borago o acido ialuronico.

I detergenti schiumogeni ricchi di tensioattivi solfatati (come SLS/SLES) sono da evitare: tendono ad abbassare troppo la quantità di grassi residui sulla superficie cutanea, prolungando il fastidio di secchezza.

Per chi ha la pelle secca e non sa ancora quale detergente viso scegliere, potrebbe essere interessante questa guida alla scelta con confronto tra texture e ingredienti chiave:

Come scegliere il miglior detergente viso per la pelle secca e sensibile.

Pelle grassa e acneica: l'olio non peggiora l'acne

primo piano su porzione inferiore del volto con brufoli e punti neri

Questo è probabilmente il dubbio più diffuso sul double cleansing per pelle grassa: l'idea che aggiungere un olio a una pelle già oleosa possa aumentare i brufoli.

La risposta è no, a patto di scegliere un prodotto oleoso formulato con oli non comedogeni (come l'olio di jojoba, con rating comedogenico 2, o l'olio di crusca di riso) e di risciacquarlo completamente. 

Il secondo step, invece, deve essere un gel detergente a pH leggermente acido con ingredienti sebonormalizzanti: estratto di ortica, acido salicilico o salice bianco, che favoriscono la pulizia dei follicoli senza seccare eccessivamente [5].

Chi vuole approfondire l'intera skincare per pelle grassa e acneica, dal detergente al trattamento, troverà una guida completa con la sequenza dei passaggi cliccando sul link.

Pelle sensibile: meno ingredienti e più delicatezza

primo piano di un volto con pelle sensibile, arrossata con macchie solari

Per la pelle sensibile o reattiva, la regola principale è semplicità: INCI corti, senza profumi sintetici aggressivi, senza alcool denaturato, senza coloranti. 

I detergenti naturali certificati sono spesso una scelta più sicura rispetto ai prodotti convenzionali, proprio perché la certificazione AIAB o equivalente garantisce l'assenza di materie prime controverse. 

Il massaggio al primo step deve essere gentile, senza pressione eccessiva, e il risciacquo va fatto con acqua tiepida o fresca, mai calda. Se la pelle manifesta rossori o pizzicori dopo il double cleansing, è opportuno consultare un dermatologo per escludere allergie o dermatiti da contatto.

Pelle mista: bilanciare la zona T senza seccare le guance

La pelle mista pone una sfida specifica: la zona T (fronte, naso, mento) tende a essere grassa e a formare punti neri, mentre guance e tempie possono essere normali o anche secche. 

La soluzione più pratica è usare un primo step oleoso non comedogeno uniforme su tutto il viso, poi applicare il secondo detergente più schiumogeno o purificante solo sulla zona T, usando invece un latte o gel delicato sulle guance. Questa "tecnica di zonaggio" permette di personalizzare la detersione senza cambiare prodotti.

Gli errori più frequenti che rovinano il double cleansing

Il double cleansing fatto male produce risultati peggiori di una buona detersione singola. Conoscere gli errori più comuni è il modo più rapido per evitarli.

infografica errori
  • Usare olio vegetale puro al posto di un detergente oleoso formulato. Un olio vegetale puro, come l'olio di cocco o l'olio di oliva, non è un detergente: non è formulato per emulsionare a contatto con l'acqua e per essere risciacquato efficacemente. Applicato sul viso e poi sciacquato, tende a lasciare un film oleoso residuo che non porta via le impurità ma le redistribuisce. Un olio detergente formulato, invece, contiene emulsionanti specifici che consentono al prodotto di sciogliersi con l'acqua e di portare con sé le impurità nel risciacquo. La differenza si vede sul lungo periodo: skin purging (purga cutanea) e comedoni chiusi sono spesso il risultato di un primo step fatto con oli puri non formulati [6];
  • Massaggiare troppo poco al primo step. 30 secondi di massaggio al primo step non bastano. La dissoluzione delle impurità lipofile richiede un contatto prolungato tra il prodotto oleoso e la pelle: 60 secondi è il tempo minimo consigliato, 90 secondi è meglio se si porta il fondotinta. Chi non massaggia abbastanza trova che il double cleansing "non funziona", quando in realtà il problema è semplicemente il tempo di contatto insufficiente;
  • Scegliere un secondo detergente troppo sgrassante. Il secondo step del double cleansing non deve essere aggressivo: la sua funzione è completare la pulizia, non “decapare” la pelle. Usare al secondo passaggio un detergente con tensioattivi forti (SLS, SLES, cloruro di sodio in quantità elevate) sgrassanti porta spesso a una reazione paradossale nelle pelli grasse: la rimozione eccessiva del sebo stimola le ghiandole sebacee a produrne di più nelle ore successive, in un ciclo difficile da interrompere. La chiave è un secondo detergente a pH fisiologico, moderatamente detergente.

Per una guida alla scelta del miglior detergente viso per pelle grassa e acneica, compresi gli ingredienti da valutare nell'INCI, leggi l’approfondimento dedicato.

Come fare il double cleansing con i prodotti naturali PlantaDea

PlantaDea è un brand di cosmetici naturali certificati bio AIAB, tutti formulati con CBD topico privo di efficacia drogante. 

I prodotti per la detersione del viso sono studiati per lavorare in coppia, proprio nella logica del double cleansing: un olio viso come primo step, latte o gel come secondo step in base al tipo di pelle. 

Tutti i formulati sono privi di parabeni, siliconi e sostanze controverse, con INCI verificabile e tracciabilità degli ingredienti.

Primo step: olio viso PlantaDea con oli vegetali bio e CBD

L'olio viso PlantaDea si usa come primo step del double cleansing su pelle asciutta. La formula contiene:

  • Cannabidiolo da estratto di Cannabis;
  • Olio di tè verde bio (Camellia Oleifera Seed Oil) ricco di oleocanthal per l'azione lenitiva;
  • Olio di semi di borragine (Borago Officinalis Seed Oil) con il suo alto contenuto di acido gamma-linolenico;
  • Olivello spinoso (Hippophae Rhamnoides Fruit Oil) denso di vitamina E e carotenoidi.

La formula non contiene profumi sintetici aggressivi ed è adatta come primo step sia per la pelle secca sia per la pelle normale, non grassa. Il CBD topico, privo di efficacia drogante, può aiutare a ridurre la sensazione di irritazione dopo la rimozione del trucco.

Secondo step per pelle secca: latte detergente viso PlantaDea 

Il latte detergente viso PlantaDea è il secondo step ideale per la pelle secca e sensibile

Contiene un doppio sistema di acido ialuronico: il sale dell’acido ialuronico (Sodium Hyaluronate) ha molecole più piccole, penetra più in profondità e idrata a lungo, mentre l’acido ialuronico idrolizzato (Hydrolyzed Hyaluronic Acid) è ottenuto per frammentazione, penetra rapidamente e migliora l'elasticità superficiale. 

A questi ingredienti si aggiungono estratto di calendula e achillea biologiche, olio di semi di borragine e olio di lino ricchi di omega-3 e omega-6, e CBD. 

La base tensioattiva è delicata, derivata da olio di girasole bio e glucosio, senza SLS/SLES. Il pH fisiologico lievemente acido non compromette la barriera cutanea, risparmiando la fastidiosa sensazione di pelle tesa. 

Secondo step per pelle acneica: gel detergente PlantaDea 

Il gel detergente viso PlantaDea è formulato per la pelle grassa, acneica e con tendenza alle impurità

Il tensioattivo principale è derivato dall'olio di cocco, per una bassa irritazione. Il complesso botanico combina: 

  • Corteccia di salice bianco bio (Salix alba), ricca di acido salicilico naturale che favorisce il turnover cellulare;
  • Ortica bio (Urtica dioica) con proprietà astringenti;
  • Estratto di bardana (Arctium lappa) ad azione sebonormalizzante;
  • Maytenus macrocarpa (Maytenus macrocarpa) pianta andina con nota attività sulle impurità cutanee;
  • CBD (Cannabis sativa) per aiutare a ridurre la sensazione di rossore localizzato tipica della pelle acneica.

Domande frequenti sul double cleansing

Va fatto ogni sera o solo quando si usa il trucco?

La risposta dipende dallo stile di vita. Chi usa SPF ogni giorno (come dovrebbe fare chiunque) trae vantaggio dal double cleansing anche senza trucco: la protezione solare lascia comunque residui oleosi che un solo detergente acquoso rimuove in modo incompleto. Chi non usa SPF né trucco e vive in ambiente a basso inquinamento può invece limitarsi a un detergente singolo la sera, senza che il risultato sia significativamente inferiore.

L'acqua micellare sostituisce il primo step?

Tecnicamente no, anche se molti la usano in questa funzione. L'acqua micellare rimuove le impurità per azione delle micelle: efficace per trucco leggero e sporco di superficie, però meno efficiente rispetto a un olio detergente formulato nel rimuovere SPF resistenti all'acqua o fondotinta a lunga tenuta. Se si usa l'acqua micellare al primo step, occorre risciacquarla con abbondante acqua prima del secondo passaggio: i tensioattivi micellari lasciati a contatto con la pelle possono alterare nel tempo la barriera cutanea. Con il double cleansing standard (olio + detergente acquoso) tale problema non si pone.

Il double cleansing va bene anche per la pelle grassa?

Non solo va bene: per la pelle grassa e acneica il double cleansing fatto con i prodotti giusti è spesso più efficace di una detersione aggressiva singola. L'errore comune è pensare che più si sgrassi la pelle, meglio sia: in realtà la detersione eccessiva stimola la produzione di sebo come meccanismo difensivo. Un olio non comedogeno al primo step, seguito da un gel detergente delicato a base di ortica e salice al secondo, pulisce i pori in profondità senza innescare la sovrapproduzione sebacea. Il dermatologo resta il punto di riferimento per chi ha acne moderata-grave o in trattamento farmacologico.

Studi e fonti

[1] Draelos ZD. The science behind skin care: Cleansers. J Cosmet Dermatol. 2018;17(1):8–14;

[2] Gonzalez-Bravo A, Montero-Vilchez T, Arias-Santiago S, Buendia-Eisman A. The Effect of Sunscreens on the Skin Barrier. Life (Basel). 2022;12(12):2083;

[3] Draelos ZD, DiNardo JC. A re-evaluation of the comedogenicity concept. J Am Acad Dermatol. 2006 Mar;54(3):507-12;

[4] Ali SM, Yosipovitch G. Skin pH: from basic science to basic skin care. Acta Derm Venereol. 2013 May;93(3):261-7;

[5] Zander E, Weisman S. Treatment of acne vulgaris with salicylic acid pads. Clin Ther. 1992 Mar-Apr;14(2):247-53;

[6] Malaník M, Treml J, Rjašková V, et al. Maytenus macrocarpa (Ruiz & Pav.) Briq.: Phytochemistry and Pharmacological Activity. Molecules. 2019;24(12):2288. Revisione sulla pianta Maytenus macrocarpa e le sue attività biologiche, incluse proprietà antinfiammatorie e antibatteriche.

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