La nostra pelle ospita un sistema complesso e affascinante che lavora in maniera silenziosa ogni giorno per proteggerci e mantenerci in salute. 

Si tratta del sistema endocannabinoide cutaneo. Parliamo di una rete di molecole, recettori ed enzimi che regola l'equilibrio della pelle e la sua capacità di rispondere agli stress ambientali. 

Tale meccanismo naturale si occupa di processi che vanno dalla crescita cellulare alla risposta infiammatoria, dalla protezione contro gli agenti esterni fino alla guarigione delle ferite.

Scoperto attraverso lo studio della pianta di cannabis negli anni '90, il sistema endocannabinoide si è rivelato presente in tutto il nostro organismo. Tra le sue varie funzioni, una molto rilevante è proprio a livello della pelle [1]. 

E’ quindi facile capire perchè questo sistema sia un componente fondamentale per la salute cutanea. Quando funziona correttamente, mantiene la pelle in perfetto equilibrio; quando invece si altera, può provocare diverse condizioni dermatologiche.

Come è fatto il sistema endocannabinoide della pelle?

Per capire davvero questo sistema, dobbiamo conoscere i suoi tre componenti principali. 

Innanzitutto ci sono gli endocannabinoidi, molecole che il corpo umano produce naturalmente. Le due più importanti sono l'anandamide (chiamata anche AEA) e il 2-arachidonoilglicerolo (abbreviato in 2-AG). Tali composti vengono sintetizzati direttamente nella pelle, partendo dagli acidi grassi presenti nelle membrane cellulari.

Il secondo elemento sono i recettori cannabinoidi, in particolare CB1 e CB2, presenti in diverse cellule cutanee. I cheratinociti - che costituiscono la maggior parte dell'epidermide - contengono entrambi i tipi di recettori, distribuiti in modo complementare. I recettori CB1 si trovano soprattutto negli strati più superficiali dell'epidermide, mentre i CB2 negli strati basali [2]. Oltre ai cheratinociti, questi recettori sono presenti nei fibroblasti del derma, nei melanociti responsabili della pigmentazione, nelle ghiandole sebacee, nelle ghiandole sudoripare e nei follicoli piliferi.

Un aspetto interessante riguarda le fibre nervose sensoriali della pelle. 

Uno studio condotto nel 2005 ha documentato la presenza di recettori CB1 e CB2 sui nervi cutanei. Questa scoperta ha suggerito un ruolo diretto del sistema endocannabinoide nella modulazione di dolore e prurito [2]. 

Infine troviamo gli enzimi, molecole specializzate che producono e degradano gli endocannabinoidi. La FAAH (ammide idrolasi degli acidi grassi) scompone l'anandamide, mentre la MAGL (monoacilglicerolo lipasi) degrada il 2-AG. Inoltre, l'enzima DAGL si occupa della sintesi dei nuovi endocannabinoidi quando servono. Tale equilibrio tra creazione e distruzione garantisce che le molecole agiscano solo quando e dove necessario, evitando accumuli o carenze.

Come protegge la barriera cutanea?

La barriera cutanea è il nostro primo scudo contro il mondo esterno. Ogni giorno deve affrontare raggi ultravioletti, inquinamento, sbalzi di temperatura, agenti chimici e microrganismi potenzialmente dannosi. Al tempo stesso, deve impedire la perdita eccessiva di acqua dall'interno, mantenendo la pelle idratata e funzionale.

Il sistema endocannabinoide cutaneo coordina questo delicato equilibrio. Come? Quando la barriera subisce un danno, gli endocannabinoidi vengono subito prodotti per attivare la risposta riparatrice [1]. 

I recettori CB1 stimolano la diversificazione dei cheratinociti, aiutandoli a maturare correttamente e a formare uno strato protettivo. I recettori CB2, distribuiti soprattutto negli strati basali dell'epidermide, regolano invece la proliferazione cellulare, assicurando che non avvenga in modo eccessivo.

Questa omeostasi cutanea, ossia questo perfetto equilibrio, dipende in larga misura dal corretto funzionamento del sistema endocannabinoide. E’ stato dimostrato che in presenza di disturbi della barriera cutanea spesso i livelli di endocannabinoidi sono alterati e anche il funzionamento dei recettori [1]. 

Il legame con il microbioma cutaneo aggiunge un'ulteriore dimensione a tale equilibrio, poiché i batteri benefici collaborano con il sistema endocannabinoide per mantenere la pelle sana.

Ma se quualcosa dovesse non funzionare? Se il benessere della nostra cute non riuscisse ad auto-mantenersi? 

In questo caso, è importante integrare la propria skincare con prodotti adatti a mantenere la pelle idratata e protetta. Soprattutto sul viso, sempre esposto ad agenti atmosferici, inquinanti e raggi UV, è importante applicare una crema idratante per evitare che la pelle si secchi eccessivamente.

Come gestisce l'infiammazione?

Quando la pelle incontra uno stimolo irritante, il sistema immunitario risponde con un'infiammazione. Si tratta di una reazione inizialmente protettiva: richiama cellule specializzate, aumenta il flusso sanguigno e attiva meccanismi di difesa. Tuttavia, se l'infiammazione diventa eccessiva o cronica, può danneggiare i tessuti cutanei invece di proteggerli. In questa situazione di criticità arriva il sistema endocannabinoide a regolare il tutto.

Gli endocannabinoidi agiscono su due fronti per controllare l'infiammazione. Da un lato, modulano la produzione di citochine, le molecole messaggere che amplificano o smorzano la risposta infiammatoria. Attraverso i recettori CB1, possono ridurre il rilascio di citochine pro-infiammatorie come IL-1 e TNF-alfa [1].

Dall'altro lato, i recettori CB2 presenti sulle cellule del sistema immunitario della pelle (macrofagi e mastociti) permettono agli endocannabinoidi di adattare direttamente l'attività di tali cellule [2]. Quando gli endocannabinoidi si legano ai CB2, possono ridurre il rilascio di mediatori infiammatori e prevenire reazioni eccessive. È una doppia azione che spiega perché il sistema endocannabinoide sia così efficace nel bilanciare la risposta infiammatoria cutanea.

Oltre ai recettori cannabinoidi classici, gli endocannabinoidi si legano ai recettori TRPV (canali ionici del potenziale recettoriale transitorio). I TRPV sono presenti in gran numero nelle terminazioni nervose della pelle. L’interazione tra i due contribuisce a ridurre sensazioni fastidiose come il prurito e il bruciore, sintomi comuni nelle infiammazioni cutanee [2].

Il sistema endocannabinoide nelle principali condizioni dermatologiche

Le patologie cutanee più diffuse mostrano alterazioni evidenti del sistema endocannabinoide. Ciò conferma come questo delicato sistema sia molto importante per garantire la salute della nostra pelle. 

Nella dermatite atopica, caratterizzata da pelle secca, prurito e infiammazione, si osserva una riduzione dei livelli di endocannabinoidi e un'alterata espressione dei recettori. Questo squilibrio contribuisce sia al deterioramento della barriera cutanea che all’aumento del prurito, creando un circolo vizioso difficile da spezzare. 

uomo con dermatite atopica su torso, collo e spalle caratterizzata da macchie rosse e pruriginose

Se anche tu vuoi scoprire come sconfiggere la dermatite atopica con il CBD leggi il nostro articolo dedicato.

Anche nella psoriasi, malattia autoimmune caratterizzata da proliferazione eccessiva dei cheratinociti e formazione di placche ispessite, il sistema endocannabinoide ha un ruolo importante. I recettori CB1 possono aiutare a normalizzare la proliferazione cellulare, mentre i CB2 contribuiscono a ridurre l'infiammazione [1]. Se stai cercando un rimedio naturale per la psoriasi, ecco a te una selezione dei più efficaci.

Donna con psoriasi molto acuta sui gomiti

Nell'acne, disturbo caratterizzato da infiammazione dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee, il sistema endocannabinoide regola la produzione di sebo. Diversi studi hanno dimostrato che i recettori presenti sui sebociti (le cellule che producono il sebo) possono dosare la produzione di grasso cutaneo [3]. Uno studio condotto nel 2014 ha rivelato che alcuni composti, capaci di interagire con il sistema endocannabinoide, riducono la lipogenesi (produzione di lipidi). Al tempo stesso sono emerse proprietà antinfiammatorie e antiproliferative.

Ragazza con acne sul viso

È una scoperta molto importante perché l'acne deriva da una combinazione di fattori: produzione eccessiva di sebo, infiammazione, proliferazione batterica e cheratinizzazione anomala dei follicoli. Anche la gravidanza, pur essendo una fase della vita ricca di momenti bellissimi, può determinare importanti cambiamenti ormonali che favoriscono la comparsa di brufoli e acne.

Un trattamento che agisce su tutti questi aspetti potrebbe essere più efficace rispetto ad approcci tradizionali, che si concentrano su un singolo meccanismo [3].

Gli enzimi ci aiutano a comprendere il funzionamento del sistema endocannabinoide

Per comprendere fino in fondo il funzionamento del sistema endocannabinoide cutaneo, dobbiamo approfondire il ruolo degli enzimi che lo regolano. 

La FAAH e la MAGL sono i principali responsabili della degradazione degli endocannabinoidi. In altre parole, assicurano che la loro azione sia limitata nel tempo e nello spazio. Senza questi enzimi, gli endocannabinoidi si potrebbero accumulare, causando una stimolazione continua dei recettori con possibili effetti negativi.

L'importanza di questi enzimi emerge chiaramente quando si osservano condizioni patologiche. Nelle persone con dermatite atopica, spesso si riscontrano livelli elevati di FAAH. Questi enzimi degradano rapidamente l'anandamide prima che possa esercitare la sua azione protettiva e anti-pruriginosa. Inibire in maniera selettiva la FAAH aumenta la disponibilità di anandamide proprio dove serve, apportando sollievo senza effetti collaterali.

La DAGL, enzima responsabile della sintesi del 2-AG, durante lo sviluppo cutaneo e la guarigione delle ferite, aumenta la sua attività. La DAGL produce maggiori quantità di 2-AG, per supportare la proliferazione cellulare e la riparazione dei tessuti. 

Questi meccanismi dimostrano che il sistema endocannabinoide è molto dinamico, dato che si adatta alle necessità della pelle in ogni momento.

La presenza di questi enzimi in diversi tipi di cellule cutanee - cheratinociti, fibroblasti, cellule sebacee - garantisce che produzione e degradazione degli endocannabinoidi avvengano localmente. Tutto ciò ha come conseguenza diretta una risposta rapida e specifica agli stimoli [1].

Stress ossidativo e protezione cutanea

La pelle è costantemente esposta a fattori che generano stress ossidativo. Tale condizione determina un accumulo di radicali liberi (molecole instabili chiamate ROS, reattive dell'ossigeno) che danneggiano le cellule. I raggi UV, l'inquinamento atmosferico, il fumo di sigaretta e persino alcuni processi metabolici interni producono tali composti dannosi.

Il sistema endocannabinoide aiuta a contrastarei danni. Gli endocannabinoidi possono attivare meccanismi di protezione cellulare e stimolare la produzione di enzimi antiossidanti. Quando i cheratinociti vengono esposti a radiazioni UV, aumentano la produzione di endocannabinoidi come meccanismo di difesa [1].

Le proprietà antiossidanti del sistema endocannabinoide si estendono anche alla protezione del collagene e dell'elastina, le proteine che mantengono la pelle tonica ed elastica. Riducendo lo stress ossidativo nel derma, gli endocannabinoidi aiutano a preservare la struttura cutanea e a rallentare i segni visibili dell'invecchiamento.

Recap generale

Comprendere il sistema endocannabinoide cutaneo ci permette di apprezzare la complessità e l'intelligenza dei meccanismi che proteggono la nostra pelle ogni giorno. 

Le ricerche hanno rivelato come alterazioni di questo sistema siano coinvolte in numerose condizioni dermatologiche, dalla dermatite atopica alla psoriasi, dall'acne all'invecchiamento cutaneo. Questa consapevolezza sta guidando lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici più mirati ed efficaci, che rispettano i meccanismi naturali invece di contrastarli.

Sebbene servano ulteriori studi per comprendere appieno tutte le sfaccettature del sistema endocannabinoide cutaneo, le conoscenze attuali ci offrono già strumenti preziosi. 

Proteggere la barriera cutanea, ridurre lo stress ossidativo, mantenere il microbioma in equilibrio e gestire l'infiammazione. Sono tutti obiettivi in cui il sistema endocannabinoide ha un ruolo primario. Dare una mano a questo sistema attraverso scelte consapevoli e, quando necessario, interventi mirati, può fare la differenza per la salute e l'aspetto della nostra pelle.

Bibliografia

[1] Bíró T, Tóth BI, Haskó G, Paus R, Pacher P. "The endocannabinoid system of the skin in health and disease: novel perspectives and therapeutic opportunities". Trends in Pharmacological Sciences, 2009 Aug;30(8):411-20;

[2] Ständer S, Schmelz M, Metze D, Luger T, Rukwied R. "Distribution of cannabinoid receptor 1 (CB1) and 2 (CB2) on sensory nerve fibers and adnexal structures in human skin". Journal of Dermatological Science, 2005 Jun;38(3):177-88;

[3] Oláh A, Tóth BI, Borbíró I, Sugawara K, Szöllõsi AG, Czifra G, Pál B, Ambrus L, Kloepper J, Camera E, Ludovici M, Picardo M, Voets T, Zouboulis CC, Paus R, Bíró T. "Cannabidiol exerts sebostatic and antiinflammatory effects on human sebocytes". Journal of Clinical Investigation, 2014 Sep 2;124(9):3713-24.

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