Quanto costa curare la psoriasi in Italia?

Affrontare e curare la psoriasi richiede un investimento economico che varia in base alla gravità della malattia e al tipo di trattamento scelto.
In Italia, il Sistema Sanitario Nazionale copre gran parte delle spese, tuttavia permangono costi diretti e indiretti che i pazienti devono sostenere.
Capire l'effettiva spesa annuale aiuta a pianificare meglio il percorso terapeutico e a valutare le alternative disponibili.
Il peso economico della psoriasi sul paziente
La spesa per gestire questa patologia dermatologica cronica si articola su più fronti. Oltre ai farmaci prescritti, bisogna considerare le visite dermatologiche periodiche, gli esami di controllo e gli eventuali spostamenti verso centri specializzati.
Secondo uno studio condotto dall'Università di Verona, il costo annuale medio per paziente in Italia oscilla tra i 1.500 e i 4.000 euro, con picchi significativi nelle forme moderate-gravi [1].
Il ticket sanitario è la prima voce di spesa diretta: ogni visita specialistica presso strutture pubbliche comporta un esborso che varia da regione a regione, generalmente compreso tra 20 e 36 euro.
Chi necessita di controlli mensili o bimestrali, come spesso accade nelle fasi acute, può trovarsi a spendere fino a 300-400 euro annui solo per le consultazioni.
A questa cifra si aggiungono gli esami ematochimici di routine, indispensabili quando si utilizzano terapie sistemiche che richiedono monitoraggio epatico e renale.
Le terapie topiche sono il primo approccio economico
I trattamenti locali costituiscono la base della gestione nelle forme lievi-moderate. Le creme per la psoriasi al cortisone, gli analoghi della vitamina D e le formulazioni combinate sono la prima linea terapeutica.
Sul mercato italiano, un tubetto da 30 grammi di preparato topico costa mediamente tra 15 e 25 euro, cifra che il SSN copre parzialmente attraverso la compartecipazione alla spesa farmaceutica.
Un paziente con psoriasi localizzata su gomiti e ginocchia consuma approssimativamente 60-90 grammi di prodotto al mese, traducendosi in una spesa mensile di 30-45 euro dopo il contributo pubblico.
Annualmente, parliamo quindi di 360-540 euro solo per mantenere sotto controllo le lesioni cutanee.
Questi numeri possono sembrare contenuti, tuttavia l'efficacia limitata delle terapie topiche nelle forme estese rende necessario il passaggio a soluzioni più complesse e onerose.
La situazione si complica quando la malattia non risponde adeguatamente ai trattamenti locali. A quel punto diventa necessario valutare opzioni terapeutiche che coinvolgono l'organismo nella sua interezza, con implicazioni economiche decisamente superiori.
La fototerapia è un'alternativa dal costo moderato
La fototerapia UVB è un'opzione intermedia per chi non ottiene risultati soddisfacenti con le sole applicazioni topiche. I centri dermatologici autorizzati offrono sedute di irradiazione controllata, generalmente programmate 2-3 volte settimanalmente per cicli di 8-12 settimane.
Ogni seduta costa circa 25-40 euro nelle strutture private, mentre attraverso il SSN il paziente paga unicamente il ticket per prestazione specialistica ambulatoriale.
Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology, un ciclo completo di fototerapia in regime convenzionato comporta una spesa diretta di circa 250-400 euro [2]. La necessità di ripetere i cicli 1-2 volte l'anno per mantenere i risultati porta il costo annuale a 500-800 euro, escludendo i costi indiretti legati agli spostamenti e al tempo sottratto alle attività lavorative.
L'accessibilità geografica non va sottovaluta quando si parla di costi: nelle regioni con scarsa distribuzione di centri attrezzati, i pazienti devono percorrere distanze considerevoli, aggiungendo benzina, pedaggi autostradali e potenzialmente pernottamenti alla spesa complessiva.
Un'analisi dell'ADIPSO (Associazione per la Difesa degli Psoriasici) evidenzia come il 35% dei pazienti meridionali affronti costi aggiuntivi superiori ai 1.000 euro annui per raggiungere le strutture abilitate.
Farmaci sistemici convenzionali per un approccio più incisivo

Il metotrexato e la ciclosporina sono le terapie sistemiche tradizionali per la psoriasi moderata-grave.
Tali medicinali, rimborsati dal SSN previa compilazione del piano terapeutico da parte del dermatologo, richiedono controlli ematici frequenti. Il costo del farmaco stesso risulta contenuto grazie alla copertura pubblica, tuttavia gli esami di monitoraggio mensili (transaminasi, creatinina, emocromo) comportano ticket che varia tra 15 e 30 euro per ogni prelievo.
Annualmente, considerando 10-12 controlli laboratoristici, la spesa si aggira intorno ai 200-350 euro.
A questi si aggiungono le visite dermatologiche trimestrali per valutare l'andamento terapeutico e modulare i dosaggi, portando l'esborso totale a circa 400-600 euro l'anno. Un impegno economico ragionevole, specialmente se confrontato con le alternative biologiche, sebbene non privo di implicazioni sulla qualità della vita legate agli effetti collaterali e alle restrizioni comportamentali richieste.
La gestione dei farmaci sistemici convenzionali implica anche aspetti organizzativi che generano costi nascosti: giorni di permesso lavorativo per i controlli, necessità di accompagnatori per chi sperimenta effetti avversi, integrazione alimentare specifica consigliata per proteggere fegato e reni.
I farmaci biologici per la cura della psoriasi sono l'opzione più efficace e costosa
Parlando di psoriasi e cura, bisogna dire che i farmaci biologici hanno rivoluzionato il trattamento della psoriasi moderata-grave, offrendo tassi di remissione impensabili fino a dieci anni fa.
Adalimumab, ustekinumab, secukinumab e ixekizumab sono alcune delle molecole disponibili, tutte caratterizzate da costi elevati che il SSN copre integralmente per i pazienti eleggibili secondo i criteri AIFA.
Dal punto di vista del paziente, l'accesso ai biologici comporta costi diretti limitati: ticket per le visite specialistiche nei centri prescrittori autorizzati, esami preliminari per escludere controindicazioni (screening tubercolare, marcatori epatite, radiografia torace) che possono sommare 100-150 euro iniziali.
Successivamente, i controlli periodici richiedono circa 200-300 euro annui tra ticket e accertamenti di routine.
Il vero problema emerge per chi non rientra nei requisiti di accesso stabiliti dall'AIFA: psoriasi moderata che non risponde a due terapie sistemiche convenzionali o forma grave con PASI superiore a 10 e impatto significativo sulla qualità di vita.
Chi si trova nella fascia intermedia e desidera comunque accedere ai biologici privatamente affronta costi proibitivi: una singola confezione può costare tra 800 e 1.500 euro, con necessità di somministrazioni mensili o trimestrali a seconda del farmaco, che si traducono in 10.000-18.000 euro annui [3].
I costi indiretti sono spesso trascurati quando si parla di cura della psoriasi
Oltre alle spese sanitarie dirette, la psoriasi genera un carico economico sommerso che impatta significativamente sul bilancio familiare.
L'assenteismo lavorativo costituisce la voce principale di questi costi. Secondo dati pubblicati dalla Società Italiana di Dermatologia, i pazienti con forme moderate-gravi perdono mediamente 8-12 giornate lavorative annue per visite, terapie e riacutizzazioni [4].
Tradotto in termini economici, considerando un reddito medio giornaliero di 100 euro, si parla di 800-1.200 euro di mancato guadagno.
A questi si aggiungono le spese per prodotti cosmetici specifici, spesso acquistabili in farmacia (detergenti delicati, emollienti, vestiti adatti), gli adattamenti ambientali (umidificatori, purificatori d'aria), le modifiche dietetiche suggerite per ridurre l'infiammazione sistemica.
Un'indagine condotta dall'Università Cattolica di Roma ha quantificato in circa 2.500 euro il costo sociale annuale per paziente, che comprende tutti gli aspetti diretti e indiretti [5]. Le famiglie con redditi più bassi subiscono un impatto proporzionalmente maggiore, dovendo talvolta scegliere tra il proseguimento delle terapie e altre necessità quotidiane.
Strategie per contenere la spesa senza compromettere l'efficacia

Ottimizzare il rapporto costo-beneficio aiuta a gestire questa condizione cronica. La prima mossa strategica consiste nel verificare attentamente l'esenzione per patologia: chi ha una psoriasi grave certificata può ottenere il codice di esenzione 045, che azzera i ticket per visite specialistiche ed esami correlati alla malattia. Molti pazienti non ne sono consapevoli o non completano l'iter burocratico, perdendo un'opportunità significativa di risparmio.
Un’altra scelta economicamente vantaggiosa è quella di rivolgersi ai centri di riferimento regionali anziché ai dermatologi privati. Sono hub specializzati che offrono percorsi diagnostico-terapeutici completi con tariffazione pubblica, accesso facilitato ai farmaci biologici e possibilità di partecipare a studi clinici che forniscono trattamenti innovativi senza costi per il paziente.
L'adesione rigorosa al piano terapeutico evita le riacutizzazioni che comportano visite d'urgenza, farmaci aggiuntivi e giorni di malattia. Paradossalmente, investire nella prevenzione (non scordando le applicazioni topiche regolari anche nei periodi di remissione) riduce la spesa complessiva nel medio-lungo termine rispetto all'approccio intermittente che favorisce le recidive.
Recap generale
Curare la psoriasi in Italia comporta un impegno economico variabile tra 500 e 4.000 euro annui, a seconda della gravità e del tipo di trattamento necessario.
Il SSN garantisce copertura sostanziale, specialmente per le forme gravi eleggibili ai biologici, tuttavia i costi diretti (ticket, esami) e indiretti (spostamenti, assenze lavorative) rimangono a carico del paziente.
Informarsi sulle esenzioni disponibili, privilegiare le strutture pubbliche di eccellenza e mantenere un'adesione costante alle terapie sono le strategie più efficaci per bilanciare qualità delle cure e sostenibilità economica.
La collaborazione attiva con il dermatologo permette di individuare il percorso ottimale, considerando contemporaneamente efficacia clinica e compatibilità con le risorse disponibili.
Riferimenti scientifici
- [1] Colombo, G.L., et al. (2008). "Moderate and severe plaque psoriasis: cost-of-illness study in Italy". BioDrugs, 22(5):329-340. Studio multicentrico italiano che quantifica i costi diretti e indiretti della gestione della psoriasi moderata-grave con un costo medio annuale di 8.371 euro per paziente;
- [2] Gianfredi, V., et al. (2022). "Epidemiology of psoriasis in Italy: burden, cost, comorbidities and patients' satisfaction. A systematic review". Acta Biomedica, 93(6):e2022332. Revisione sistematica completa sull'epidemiologia della psoriasi in Italia con analisi dei costi diretti e indiretti associati alla patologia;
- [3] Zagni, E., et al. (2021). "A real-world economic analysis of biologic therapies for moderate-to-severe plaque psoriasis in Italy: results of the CANOVA observational longitudinal study". BMC Health Services Research, 21(1):924. Studio osservazionale italiano sui costi reali dei farmaci biologici con analisi del rapporto costo-efficacia nel contesto del SSN;
- [4] Spandonaro, F., et al. (2014). "The cost effectiveness of biologic therapy for the treatment of chronic plaque psoriasis in real practice settings in Italy". BioDrugs, 28(3):285-295. Analisi di costo-efficacia dei biologici nella pratica clinica italiana con valutazione dei costi diretti annuali;
- [5] Finzi, A.F., et al. (2001). "The cost of hospital-related care of patients with psoriasis in Italy based on the AISP study". Pharmacological Research, 44(3):243-246. Studio AISP su 7992 pazienti italiani che ha analizzato i costi ospedalieri e ambulatoriali della psoriasi con costo medio annuale di 905 euro per paziente.
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