Crema lenitiva per pelle arrossata e irritata

17 Febbraio 2026 alle 11:26
15 min
Autore: PlantaDea Staff 
Crema viso in barattolo su tronco, con camomilla, foglie di aloe e cime di cannabis
Indice articolo nascondi
Indice articolo nascondi

La pelle reattiva non aspetta il momento giusto. Si arrossa con il freddo, prude dopo il sole, brucia a contatto con un tessuto sbagliato. 

Una crema lenitiva o emolliente lenitiva è il primo presidio cosmetico che aiuta a spegnere la fiamma. Riduce l'infiammazione superficiale, ripristina la barriera cutanea e restituisce idratazione dove la pelle ne ha perso troppa.

La differenza rispetto a una semplice crema idratante sta nell'azione antinfiammatoria: non basta aggiungere acqua, serve bloccare la cascata infiammatoria che tiene la pelle in uno stato di allerta continua. 

Per farlo, i formulatori usano principi attivi specifici: bisabololo, ceramidi, acido glicirretico, ossido di zinco e, nelle formulazioni più avanzate, cannabidiolo (CBD)

Ciascuno di questi ingredienti ha un meccanismo d'azione diverso e complementare. In questo articolo ti aiuteremo a riconoscere una formulazione che funziona davvero, quali ingredienti cercare nell'INCI e come fare il patch test. Sei pronta/o? Allora cominciamo!

Crema lenitiva a cosa serve e perché non è uguale a un semplice idratante

Una crema lenitiva agisce su tre livelli sovrapposti: calma subito l'irritazione, ripristina la barriera cutanea nel tempo e, se usata con continuità, riduce la reattività della pelle. 

Capire le ragioni che stanno dietro a questa triplice azione aiuta a scegliere la crema più adatta alle tue necessità.

Lo strato più esterno della pelle, lo strato corneo, funziona da scudo. È composto da cheratinociti morti, tenuti insieme da un cemento intercellulare di ceramidi, acidi grassi liberi e colesterolo. 

Quando questa base si deteriora, per secchezza, agenti chimici, patologie o semplicemente per il tempo, la pelle perde acqua più rapidamente. I dermatologi misurano questa perdita con il TEWL (Trans-Epidermal Water Loss, perdita transepidermica di acqua): più è alto, più la pelle è compromessa [7].

Una crema lenitiva ben formulata reintegra i lipidi mancanti, abbassa il TEWL e rende la pelle meno permeabile agli irritanti esterni. È per questo che non basta usarla una volta: il ripristino della barriera cutanea richiede applicazioni regolari per almeno 7-10 giorni.

Una crema idratante tradizionale agisce principalmente come umettante (trattiene l'acqua) o come occlusivo (forma un film che ne rallenta l'evaporazione). Una crema ad azione lenitiva fa entrambe le cose, ma aggiunge almeno un principio attivo antinfiammatorio o calmante. Quest'ultimo è in grado di modulare la risposta immunitaria locale della pelle riducendo rossori, gonfiore e prurito senza agire su tutto l'organismo.

La frase "testato dermatologicamente"sulle confezioni non equivale per forza a "efficace". Significa che il prodotto ha superato test di tollerabilità cutanea, non studi clinici di efficacia per ogni condizione della pelle. Ecco perchè quando la nostra cute è irritata, prude o è arrosata, una crema idratante potrebbe non essere sufficiente. 

Stabilito cosa distingue una crema lenitiva da un semplice idratante, vale la pena guardare le situazioni in cui davvero torna utile perché sono più numerose di quanto si pensi.

Pelle arrossata, irritata o che prude: quando usare la crema lenitiva

L'uso della crema lenitiva copre una gamma ampia di condizioni cutanee. Alcune sono episodiche e risolvibili in pochi giorni, altre sono croniche e richiedono una gestione continua.

Pelle sensibile e reattiva 

persona con evidente sfogo sul viso dovuto alla reattività della pelle

La pelle reattiva risponde in modo sproporzionato a stimoli normali: sbalzi di temperatura, vento, tessuti sintetici, acqua dura. 

La crema lenitiva aiuta a ridurre questa iper-reattività, abbassando la soglia di risposta infiammatoria. Va applicata mattina e sera, anche in assenza di sintomi, come parte della routine.

Dermatite atopica ed eczema 

dermatite atopica trattamento crema

La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica caratterizzata da una barriera cutanea strutturalmente compromessa. Si manifesta con secchezza intensa, prurito persistente e chiazze eritematose su mani, gomiti, ginocchia, viso. 

La crema lenitiva è uno dei migliori rimedi naturali per la dermatite atopica e l’eczema. Aiuta sia durante le riacutizzazioni, riducendo prurito e arrossamento, sia nelle fasi di remissione, mantenendo la barriera idratata e meno vulnerabile.

Tuttavia ci sono alcuni aspetti cui bisogna prestare particolare attenzione. In caso di dermatite atopica moderata-grave, la crema lenitiva è un supporto cosmetico, non un sostituto delle terapie prescritte (emollienti medicali, corticosteroidi topici, inibitori della calcineurina). 

Per questo, prima di provare (e soprattutto sovrapporre) prodotti cosmetici diversi, è sempre consigliabile parlare prima con il dermatologo e non modificare il regime di trattamento senza il suo benestare.

Acne, brufoli e pelle grassa 

acne cosmetica

Contro-intuitivo, ma vero: anche la pelle acneica ha bisogno di idratazione. Detergenti aggressivi e trattamenti a base di acidi o retinoidi irritano l'epidermide, peggiorando paradossalmente l'infiammazione. 

Una crema lenitiva non comedogenica senza oli minerali, siliconi occlusivi o ingredienti pesanti può ridurre rossori e secchezza indotti dalla terapia, migliorando la tollerabilità del trattamento.

Eritema solare e scottature 

come lenire le scottature da sole

L'esposizione UV danneggia la barriera cutanea e innesca un'infiammazione acuta. 

Aloe vera, pantenolo e ossido di zinco sono ingredienti comuni nelle creme lenitive e accelerano il recupero, riducendo arrossamenti e bruciore. Per questo è bene non sottovalutare una scottatura e intervenire subito applicando abbondantemente il prodotto subito dopo l'esposizione, su pelle pulita e asciutta.

Dopo ceretta, rasatura o epilazione 

depilazione con rasoio e schiuma su una gamba

Ceretta, rasoio ed epilatore irritano i follicoli piliferi e causano microtraumi cutanei. 

La crema lenitiva applicata subito dopo l’epilazione (prima che compaia l'arrossamento) riduce la risposta infiammatoria, calma il prurito e previene i peli incarniti, molto comuni nelle settimane subito successive alla depilazione.

Irritazione da tessuti sintetici

persona con sfogo cutaneo dovuto a tessuti sintetici

Lo sfregamento prolungato di tessuti contro la pelle, così come l'ambiente umido e occlusivo del pannolino nei neonati causa dermatite da contatto irritativa

L'ossido di zinco, ingrediente classico delle creme lenitive, forma una barriera fisica che protegge la cute e ne riduce l'infiammazione.

Punture di insetti, orticaria e rash cutanei

Il prurito da puntura di insetto o da orticaria risponde bene a creme con acido glicirretico, estratto di camomilla o ossido di zinco. In caso di rash diffuso o orticaria ricorrente, il dermatologo rimane il punto di riferimento: la crema lenitiva gestisce il sintomo, non la causa.

Una volta esaminate tutte le situazioni d'uso in cui la crema lenitiva può venire in nostro soccorso, la domanda successiva è quasi inevitabile. Come leggere l'etichetta e capire se una crema lenitiva contiene davvero ciò che dichiara di contenere?

Ingredienti della crema lenitiva: cosa cercare sull'etichetta e cosa evitare

L'INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è la lista degli ingredienti in ordine decrescente di concentrazione. Gli ingredienti che compaiono nelle prime posizioni sono presenti in quantità rilevante; quelli che compaiono verso il fondo possono essere presente in tracce. 

Ogni crema lenitiva efficace dovrebbe avere almeno uno o due principi attivi calmanti nelle prime 10-12 voci.

Tra questi ingredienti, alcuni hanno un’efficacia clinicamente comprovata. Vediamo insieme quali:

  • Ceramidi (Ceramide NP, Ceramide AP, Ceramide EOP): lipidi strutturali della barriera cutanea. Ripristinano il cemento intercellulare, abbassano il TEWL e rendono la pelle meno permeabile agli irritanti;
  • Bisabololo: estratto dalla radice di camomilla, calma arrossamenti e prurito con un profilo di sicurezza molto elevato, adatto anche ai neonati;
  • Pantenolo (Panthenol, pro-vitamina B5): idratante, riparatore della barriera, antipruriginoso. Viene assorbito rapidamente e non occlude i pori;
  • Acido glicirretico: estratto dalla radice di liquirizia, ha un'azione antinfiammatoria documentata su rossori e couperose, paragonabile — in modo molto attenuato — ai corticosteroidi topici;
  • Ossido di zinco: antinfiammatorio, antibatterico, barriera fisica. Efficace su dermatite da pannolino, sfregamento, acne infiammatoria;
  • Gel di Aloe vera: idratante, calmante, accelera la riparazione della barriera dopo eritema solare;
  • Olio di Jojoba: strutturalmente simile al sebo umano, emolliente non comedogenico, adatto alle pelli miste e acneiche;
  • Burro di Karité: emolliente ricco, ideale per pelle secca o atopica in fase di remissione;
  • Estratti vegetali calmanti: camomilla (Anthemis Nobilis), calendula (Calendula Officinalis), malva (Malva Sylvestris), fiordaliso (Centaurea Cyanus). Tutti contengono flavonoidi ad azione antiossidante e antinfiammatoria.

Profumi, alcol e conservanti : ecco la lista degli ingredienti che irritano la pelle sensibile

La pelle sensibile richiede una cura particolare e la capacità di decifrare l'INCI è fondamentale per evitare reazioni come arrossamenti, prurito, bruciore e dermatiti da contatto. 

Alcune sostanze sono note per alterare la barriera cutanea e innescare infiammazioni. Ecco la lista degli ingredienti principali da monitorare ed evitare:

  • Profumi e fragranze: prima causa di dermatite allergica da contatto. Una crema lenitiva seria è senza profumo;
  • Alcol etilico: secca la pelle, altera il pH cutaneo, peggiora la barriera — l'opposto di ciò che serve;
  • Conservanti sensibilizzanti: metilisotiazolinone (MI), clorometilisotiazolinone (MCI/MIT) vietati nei leave-on in EU dal 2017; fenossietanolo tollerato in basse concentrazioni ma da monitorare in pelli reattive;
  • Oli minerali, petrolati e paraffina: non sono nocivi ma occludono i pori e non contribuiscono al ripristino attivo della barriera;
  • Coloranti di sintesi: non hanno nessuna funzione utile e sono potenziali sensibilizzanti.

Che cos’è e come fare il patch test prima di usare una crema lenitiva nuova

Prima di usare una nuova crema lenitiva su tutto il viso o il corpo, soprattutto se si ha la pelle reattiva, conviene fare un patch test casalingo

Il patch test serve a identificare la causa della dermatite allergica da contatto.  A casa, la procedura è molto semplice. Basta applicare una piccola quantità di prodotto (circa 1 cm²) sull'interno del polso o dietro il lobo dell'orecchio. Poi bisogna attendere 24-48 ore senza lavare via il prodotto. Se non compare rossore, prurito o gonfiore, il prodotto è probabilmente tollerato. Se compare una reazione, è necessario identificare gli ingredienti sospetti leggendo l'INCI.

Fai attenzione: una reazione ritardata (dopo 48-72 ore) può indicare allergia da contatto, non semplice irritazione. Per la diagnosi precisa esiste il patch test allergologico, eseguito in ambiente medico. I kit dermatologici standardizzati testano i 30-40 allergeni cosmetici più comuni, inclusi profumi, conservanti e metalli.

Crema lenitiva al CBD, cosa dicono gli studi?

Il cannabidiolo (CBD) è un fitocannabinoide non psicoattivo estratto dalla pianta di Cannabis sativa L. Nelle creme lenitive, agisce in modo topico senza effetti sistemici (sull’intero organismo): rimane nel sito di applicazione e interagisce con i recettori del sistema endocannabinoide presenti nella pelle.

mani che reggono crema al cbd e piccole infiorescenze di cannabis

La pelle, infatti, non è solo una barriera passiva: contiene recettori CB1, CB2, TRPV1 e TRPV4, distribuiti su cheratinociti, cellule immunitarie cutanee (mastociti, cellule di Langerhans) e ghiandole sebacee. Il sistema endocannabinoide (ECS) regola la proliferazione cellulare, l'infiammazione, la produzione di sebo e la risposta al prurito [1].

Il corpo produce endocannabinoidi propri (anandamide, 2-AG) che attivano questi recettori per mantenere l'omeostasi cutanea. In alcune condizioni come pelle atopica, acne, psoriasi questa produzione si squilibra. Il CBD topico può contribuire a riequilibrarla, senza però avere gli stessi effetti di un farmaco.

Le prove scientifiche sul CBD per dermatite atopica, psoriasi e pelle infiammata

Una revisione del 2020 pubblicata su Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology ha analizzato le evidenze disponibili concludendo che il CBD topico mostra risultati promettenti per eczema, psoriasi, prurito e stati infiammatori cutanei, pur sottolineando che gli studi clinici randomizzati rimangono ancora limitati [2].

Uno studio italiano (Università di Modena e Reggio Emilia, 2019) ha valutato un unguento al CBD su 20 pazienti con psoriasi e dermatite atopica per tre mesi. I parametri cutanei misurati (idratazione, TEWL, elasticità) sono migliorati significativamente, senza effetti collaterali registrati [3].

Sul fronte meccanicistico, uno studio del 2018 ha dimostrato che il CBD inibisce il rilascio di citochine proinfiammatorie (IL-6, IL-8, TNF-α) in cellule cutanee stimolate, agendo attraverso i recettori CB2 e TRPV1 in modo dose-dipendente [4]

Una revisione del 2024, pubblicata su Biomolecules, ha sintetizzato le evidenze più recenti confermando che il CBD esercita effetti antinfiammatori, antiossidanti, antibatterici, analgesici e seboregolatrici sulla pelle, con potenziale nelle pelli acneiche, atopiche e psoriasiche [5].

Percentuale di CBD o tecnologia di veicolazione? Ecco qual è il dato che conta di più

Il CBD è lipofilo: si scioglie bene nei grassi, meno nell'acqua. La sua penetrazione attraverso lo strato corneo dipende direttamente dalla formulazione [6].

La concentrazione indicata sulle confezioni non è sempre il parametro più rilevante: una crema con il 2% di CBD in un sistema microemulsionato può penetrare e agire meglio di una con il 5% in una base convenzionale. 

A questo proposito, cercare la presenza di informazioni sulla tecnologia di veicolazione, oppure chiedere al produttore alcuni dati di assorbimento può essere una buona pratica per scegliere tra le tante opzioni disponibili, in farmacia e online. 

Se contattare il produttore non fosse possibile, noi di Plantadea abbiamo provato a rispondere alla grande domanda: qual è la migliore crema lenitiva per il mio tipo di pelle? 

Guida alla scelta della migliore crema lenitiva per il tuo tipo di pelle 

Non esiste una crema lenitiva universale. Il tipo di pelle, la condizione da trattare e gli ingredienti tollerati determinano la scelta. Se però hai ancora qualche dubbio, ecco uno schema pratico per orientarsi.

Pelle secca e atopica

La realtà scomoda: quando la pelle è davvero molto secca, non basta una qualsiasi crema idratante. Serve una base ricca con alta concentrazione di emollienti: burro di karité, ceramidi, pantenolo. 

La texture ideale è quella di una crema densa (non un gel). Da applicare subito dopo la doccia, su pelle ancora umida, per sigillare l'acqua all'interno dello strato corneo. Si tratta di una tecnica chiamata "soak and seal" raccomandata dalle linee guida per la dermatite atopica

Per il viso, invece, è un altro paio di maniche. Non è facile idratare la pelle del viso molto secca. La migliore crema viso per la pelle molto secca deve fare molto più che idratare superficialmente. Deve ricostruire la barriera cutanea danneggiata, trattenere l'acqua negli strati profondi, nutrire e proteggere simultaneamente. Ecco perchè è importante riconoscere davvero una crema efficace tra le centinaia disponibili sul mercato.

Pelle grassa e acneica 

Scegliere formule water-based o gel-crema, non comedogeniche, con bisabololo, acido glicirretico o CBD come principi attivi calmanti. 

Evita basi oleose pesanti, burro di cacao e oli occlusivi. Verifica infine che sia indicato "non comedogenico" e privo di siliconi pesanti (Dimethicone in alte concentrazioni può ostruire i pori su pelli già prone all'acne).

Rosacea e couperose 

La rosacea è caratterizzata da un'iper-reattività vascolare: i capillari si dilatano con facilità, causando rossori persistenti e talvolta visibili. 

Servono ingredienti vasoprotettori (centella asiatica, amamelide, acido glicirretico) in una base leggera, senza profumo e senza calore da massaggio. Il CBD può aiutare a ridurre l'infiammazione neurogena alla base di alcuni episodi.

Pelle sensibile con allergie ai cosmetici

In caso di allergie note o reattività multipla, la strategia più sicura è puntare su formule minimaliste: pochi ingredienti, tutti noti e testati. Prodotti con meno di 15-20 voci nell'INCI riducono la probabilità di reazione. Evita qualsiasi ingrediente con già una reazione documentata (anche se "naturale"): la calendula, per esempio, è un allergene documentato per chi ha sensibilità alle Asteraceae.

Scelto il prodotto, l'applicazione corretta fa la differenza tanto quanto gli ingredienti, specialmente per chi usa la crema in combinazione con altri trattamenti.

Come si usa la crema lenitiva, quando applicarla e in che quantità

Il momento e il metodo di applicazione cambiano l'efficacia del prodotto. Ecco quindi alcune regole pratiche, valide per la maggior parte delle formule:

  • Dopo la detersione, su pelle ancora leggermente umida: l'acqua residua viene sigillata dalla crema, aumentando l'idratazione duratura. Non asciugarti completamente prima di applicare;
  • Quantità adeguata: una quantità pari a una noce per zone corporee estese (avambraccio, tibia), una piccola nocciola per il viso. Apllica la crema con movimenti circolari delicati, senza strofinare;
  • Frequenza minima raccomandata: 1-2 volte al giorno per le pelli reattive, 2 volte per quelle atopiche, anche in assenza di sintomi evidenti, per mantenere la barriera in buone condizioni;
  • Post-depilazione e post-ceretta: applica la crema subito dopo, a pelle ancora calda, prima che compaia l'arrossamento. Aiuta a chiudere i follicoli irritati e riduce la risposta infiammatoria;
  • Post-trattamenti estetici (peeling, laser): attendi il tempo indicato dal professionista prima di applicare qualsiasi prodotto. La crema lenitiva supporta la guarigione, però solo su pelle integra, non su ferite aperte;
  • In combinazione con corticosteroidi topici: la crema lenitiva si applica sul resto della pelle non trattata o nelle fasi di mantenimento. Non mescolare i due prodotti nella stessa applicazione senza indicazione medica.

Si usa la crema lenitiva anche d'estate 

Porbabilmente l’hai già fatto anche tu: hai sospeso la crema lenitiva quando fa caldo perché "la pelle non tira". Ecco, niente di più sbagliato!

Il sole, il sale marino, il cloro delle piscine e la sudorazione alterano la barriera cutanea quanto il freddo. Quindi sì, la crema lenitiva si può (e in alcuni casi si deve) applicare anche in estate.

Con il caldo si può optare per texture più leggere (gel-crema o emulsioni O/W) per evitare la sensazione di “appiccicaticcio” sulla pelle. L’importante però, è mantenere sempre gli stessi principi attivi.

Crema lenitiva al CBD Plantadea: ingredienti, formulazione e per chi è indicata

Le creme lenitive di Plantadea combinano una base emolliente biologica con CBD estratto da canapa certificata, privo di THC. La scelta di ogni ingrediente segue un criterio: contribuire concretamente al benessere della pelle, senza profumi, senza conservanti sensibilizzanti, senza oli minerali.

Il CBD nelle formulazioni Plantadea è veicolato in modo da favorire la penetrazione nello strato corneo dove i recettori del sistema endocannabinoide sono più concentrati senza però attraversare l'epidermide in profondità, restando un'azione locale e cosmetica.

Le creme sono state testate su pelli con storia di dermatite atopica. L'applicazione ai primi segnali come il lieve prurito o l'arrossamento che di solito preannunciano una riacutizzazione aiuta a contenere la reazione prima che si sviluppi completamente. L'effetto emolliente del burro di karité biologico e la sinergia con bisabololo e pantenolo completano l'azione del cannabidiolo.

Leggi l’esperienza di chi ha provato la crema lenitiva Plantadea e ha sconfitto la dermatite atopica con il CBD.

Inoltre, i prodotti Plantadea sono privi di profumi, parabeni, coloranti, alcol, oli minerali, isotiazolinoni e PEG. Sono inoltre certificati biologici e 100% made in Italy.

Quando la pelle irritata richiede il dermatologo e non solo la crema

Una crema lenitiva è un prodotto cosmetico. Può gestire sintomi lievi e moderati, però non sostituisce una diagnosi né un trattamento prescritto. E’ quindi necessario rivolgersi a un dermatologo nei seguenti casi:

  • L'irritazione non migliora dopo 7-10 giorni di uso regolare, oppure peggiora dopo la prima applicazione;
  • Compaiono segni di infezione: zona calda, gonfia, con secrezione purulenta o croste — in questi casi serve valutazione medica, non solo una crema;
  • Il prurito è intenso, diffuso e interferisce con il sonno: potrebbe indicare condizioni che richiedono trattamento sistemico (antistaminici, corticosteroidi);
  • Esiste allergia documentata alle Asteraceae (camomilla, calendula, arnica, echinacea): molte creme lenitive le contengono;
  • Si è in gravidanza o si allatta: alcuni estratti botanici non sono stati valutati in queste condizioni;
  • Si stanno assumendo terapie topiche prescritte (corticosteroidi, tacrolimus, pimecrolimus): aggiungere prodotti senza consenso del medico può interferire con l'efficacia del trattamento.

Prendersi cura della pelle sensibile ogni giorno non solo nelle crisi

La pelle reattiva tende a peggiorare se trattata solo durante le crisi. Usare la crema lenitiva con regolarità, anche quando tutto sembra tranquillo, mantiene la barriera cutanea in condizioni migliori, riduce la frequenza degli episodi e abbassa la sensibilità agli irritanti nel tempo. Il CBD, le ceramidi, il bisabololo e gli altri principi attivi lavorano meglio in un contesto di cura continua, non di emergenza.

Leggere l'INCI con attenzione, fare il patch test su un nuovo prodotto e avere un dermatologo di riferimento per le condizioni croniche sono gesti concreti, non eccessivi. La pelle sensibile richiede cura metodica e non serve che la confezione sia verde e prometta miracoli perché il prodotto funzioni davvero.

Riferimenti scientifici

[1] Toth KF, Adam D, Biro T, Olah A. "Cannabinoid Signaling in the Skin: Therapeutic Potential of the C(ut)annabinoid System." Molecules, 24(5):918, 2019.

[2] Sheriff T, Lin MJ, Dubin D, Khorasani H. "The Potential Role of Cannabidiol as a Dermatological Treatment." Clin Cosmet Investig Dermatol, 14:1579-1595, 2020.

[3] Palmieri B, Laurino C, Vadalà M. "A therapeutic effect of CBD-enriched ointment in inflammatory skin diseases and cutaneous scars." La Clinica Terapeutica, 170(2):e93-e99, 2019.

[4] Petrosino S et al. "Anti-inflammatory Properties of Cannabidiol in Experimental Allergic Contact Dermatitis." J Pharmacol Exp Ther, 365(3):652-663, 2018.

[1] Toth KF, Adam D, Biro T, Olah A. "Cannabinoid Signaling in the Skin: Therapeutic Potential of the C(ut)annabinoid System." Molecules, 24(5):918, 2019.

[2] Sheriff T, Lin MJ, Dubin D, Khorasani H. "The Potential Role of Cannabidiol as a Dermatological Treatment." Clin Cosmet Investig Dermatol, 14:1579-1595, 2020.

[3] Palmieri B, Laurino C, Vadalà M. "A therapeutic effect of CBD-enriched ointment in inflammatory skin diseases and cutaneous scars." La Clinica Terapeutica, 170(2):e93-e99, 2019.

[4] Petrosino S et al. "Anti-inflammatory Properties of Cannabidiol in Experimental Allergic Contact Dermatitis." J Pharmacol Exp Ther, 365(3):652-663, 2018.

[5] Peyrot de Gachons C, Breslin PA. "Cannabidiol in Skin Health: A Comprehensive Review of Topical Applications in Dermatology and Cosmetic Science." Biomolecules, 15(9):1219, 2024.

[6] Salehi B et al. "Evaluations of Skin Permeability of Cannabidiol and Its Topical Formulations." Skin Pharmacol Physiol, 36(1):23-35, 2022.

[7] Elias PM. "Stratum corneum defensive functions: an integrated view." J Invest Dermatol, 125(2):183-200, 2005.

Iscriviti alla nostra newsletter. 

Ricevi promozioni esclusive riservate ai membri della newsletter
Condividi su:
Condividi:

Scrivi un commento

Altri articoli

heartcartmagnifiercrosschevron-downchevron-left