Prendersi cura della pelle in gravidanza non è impossibile e smettere non è l’unica soluzione. Bisogna, piuttosto, scegliere con più attenzione. 

Secondo i dati APIAFCO, il 60% delle donne modifica la propria routine cosmetica durante i nove mesi. C’è chi lo fa per convinzione, chi perché il ginecologo ha alzato un sopracciglio davanti a un certo ingrediente. 

Infatti, la differenza tra un cosmetico sicuro e uno da evitare non sta quasi mai nel marchio o nel prezzo, bensì nell'INCI. Si tratta della lista standardizzata degli ingredienti che per legge deve comparire su ogni prodotto immesso nel mercato europeo [Regolamento UE 1223/2009] [9]. 

In questa guida trovi gli ingredienti al centro del dibattito sulla skincare in gravidanza: interferenti endocrini, retinoidi, filtri solari chimici, parabeni, oli essenziali controindicati. 

D’altra parte abbiamo pensato anche una lista degli ingredienti più consigliati da ginecologi e scienziati. Dall'acido ialuronico al burro di karité, troverai indicazioni concrete su come costruire una routine semplice, efficace, ma soprattutto sicura.

Perché fare attenzione ai cosmetici in gravidanza

Come la pelle assorbe le sostanze chimiche

La barriera cutanea non è impermeabile quanto si tende a pensare. Attraverso il processo chiamato assorbimento percutaneo (o penetrazione transdermica) alcune molecole raggiungono il circolo sanguigno in quantità che variano in base a:

  • dimensioni molecolari della sostanza;
  • concentrazione dichiarata nell'INCI del prodotto;
  • zona del corpo trattata (il cuoio capelluto e la zona genitale assorbono molto di più dell'avambraccio);
  • condizioni della barriera cutanea (la pelle irritata o lesionata assorbe di più);
  • frequenza e durata dell'applicazione nel tempo.

Gli interferenti endocrini sono capaci di mimare, bloccare o alterare i segnali ormonali. Per questo si tratta della categoria più critica tra gli ingredienti usati in cosmetica. Agiscono anche a dosi molto basse, ben sotto i limiti considerati tossici per l'adulto, con potenziali effetti sullo sviluppo fetale [1]. 

L'asimmetria tra "sicuro per la madre" e "sicuro per il feto" è proprio il motivo per cui la letteratura ostetrica applica criteri diversi rispetto alla tossicologia standard.

Capire come funziona l'assorbimento cutaneo è il primo passo; il secondo è capire perché il principio di precauzione vale anche quando i singoli ingredienti sembrano inoffensivi.

Il principio di precauzione in gravidanza

In termini semplici, il principio di precauzione dice che, in assenza di certezze scientifiche, è meglio ridurre il rischio piuttosto che aspettare la prova definitiva di un danno.

Per valutare la correttezza di questa abitudine assunta da molti ginecologi, una ricerca pubblicata sul Journal of Midwifery and Women's Health nel 2020 ha analizzato 35 studi sull'esposizione cosmetica in gravidanza. 

Si è concluso che la co-esposizione a più sostanze, anche individualmente sotto soglia, può generare effetti additivi o sinergici difficili da prevedere valutando il singolo ingrediente [2]. In pratica: non basta che ogni voce dell'INCI sia "approvata". Conta anche quante molecole diverse entrano in gioco ogni giorno.

Quindi, come applicare il principio nella routine? Ecco alcuni semplici accortezze:

  • riduci il numero totale di prodotti usati quotidianamente;
  • preferisci formule con INCI breve (meno ingredienti, meno variabili);
  • evita i profumi sintetici, che sotto la voce generica Parfum (Fragrance) possono nascondere decine di molecole non dichiarate singolarmente;
  • ventila l'ambiente quando usi prodotti spray o nebulizzati.

Per sapere esattamente cosa evitare nei cosmetici, leggi la nostra guida, che passo passo ti aiuterà a depennare tutti gli ingredienti non sicuri anche in condizioni di non-gravidanza. 

Ingredienti da evitare assolutamente in gravidanza

Retinoidi e derivati della vitamina A

I retinoidi sono derivati della vitamina A usati nella cosmetica anti-età e anti-acne. In gravidanza sono la categoria con le controindicazioni più solide in letteratura.

Questo perchè i retinoidi topici attraversano la barriera cutanea e interferiscono con i recettori RAR e RXR che regolano lo sviluppo embrionale [3]. Per questo, la posizione di precauzione è unanime: si evitano, senza eccezioni.

Nell'INCI cerca ed elimina:

  • Retinol;
  • Retinyl Palmitate;
  • Retinyl Acetate;
  • Retinoic Acid;
  • Retinaldehyde (detto anche Retinal).

Le alternative sicure ed efficaci ci sono:

  • bakuchiol (phyto-retinol vegetale con efficacia comparabile in studi clinici [4], nessuna controindicazione documentata in gravidanza);
  • vitamina C topica (uniforma il tono, stimola il collagene, sicura a basse concentrazioni);
  • acido azelaico (anti-acne e anti-macchie, ampiamente considerato sicuro in gravidanza);
  • niacinamide a basse concentrazioni (vedi FAQ).

Acido salicilico (BHA) ad alte concentrazioni

L'acido salicilico è usato come esfoliante, agente anti-acne e cheratolitico. Non è vietato in assoluto in gravidanza, però la concentrazione cambia completamente il profilo di rischio.

Nei detergenti a percentuali basse (sotto il 2%) e da risciacquo, l'esposizione sistemica è trascurabile e il rischio è considerato minimo. 

I peeling professionali con BHA concentrato, in caso di assorbimento prolungato, possono interferire con lo sviluppo della placenta in modo analogo all'aspirina ad alte dosi [5]: emorragie fetali, chiusura prematura del dotto di Botallo, ritardo di crescita.

Quindi leggi con attenzione l’INCI ed evita:

  • Salicylic Acid (la forma diretta e più concentrata);
  • Benzyl Salicylate (presente spesso nei profumi — da evitare indipendentemente dalla dose);
  • qualsiasi voce che contenga "Salicyl" nel nome.

Per la pelle acneica in gravidanza le alternative più valide sono acido azelaico, niacinamide e acido mandelico a basse concentrazioni, che non penetra in profondità quanto il BHA.

Quali oli essenziali evitare

Gli oli essenziali sono tra le sostanze più sottovalutate in gravidanza, soprattutto perché l'etichetta "naturale" crea un alone di innocuità che non sempre corrisponde alla realtà. 

Alcuni contengono molecole — pinocamfone, tujone, canforolo, pulegone — dall’attività uterotonica documentata, cioè capaci di stimolare contrazioni uterine, in particolare nel primo e secondo trimestre [6].

Gli oli da evitare sono:

  • salvia (Salvia Officinalis Leaf Oil) tra i più uterotonici;
  • ruta, abortiva a dosi elevate;
  • mentuccia (Pennyroyal), sconsigliata categoricamente;
  • cannella (Cinnamomum Zeylanicum Bark Oil);
  • rosmarino (Rosmarinus Officinalis Leaf Oil) ad alte dosi;
  • agrumi ad alte concentrazioni: Citrus Limon Peel Oil, Bergamot Oil.

Gli oli vegetali puri, invece, non contengono oli essenziali e nutrono in profondità:

  • olio di mandorle dolci (Prunus Amygdalus Dulcis Oil)  lenitivo;
  • olio di jojoba (Simmondsia Chinensis Seed Oil) bilanciante;
  • olio di rosa canina (Rosa Canina Fruit Oil) idratante.

Parabeni, ftalati e altri conservanti sotto osservazione

I parabeni sono conservanti usatissimi in cosmetica. I ftalati sono plastificanti presenti nei profumi sintetici. Entrambi rientrano nella categoria degli interferenti endocrini.

Uno studio dell'Helmholtz Centre ha rilevato metaboliti di parabene nel siero ombelicale di neonati, sollevando interrogativi sull'esposizione transplacentare [1]. 

Cosmetica Italia ricorda che le concentrazioni approvate dal Regolamento UE rimangono entro soglie ritenute sicure per la popolazione. Tuttavia, la sicurezza fetale specifica manca sistematicamente dalla letteratura disponibile. 

I cosmetici certificati Cosmos Organic e ICEA escludono parabeni e ftalati per definizione. Ecco perchè in gravidanza comprare prodotti certificati è più semplice che decifrare ogni INCI voce per voce.

Voci INCI da eliminare dalla routine:

  • Methylparaben, Ethylparaben, Propylparaben, Butylparaben;
  • Dibutyl Phthalate (spesso nei profumi);
  • Triclosan (antibatterico con attività da interferente endocrino).

Se vuoi sapere in generale cosa non dovrebbe contenere una crema per il corpo ti cosigliamo di leggere il nostro approfondimento. Intanto, di seguito trovi una tabella riassuntiva di tutti gli ingredienti sconsigliati per aiutarti a rintraccialri nell’INCI. 

Altri ingredienti sconsigliati

IngredienteINCIMotivo
IdrochinoneHydroquinonePossibile tossicità fetale documentata
FormaldeideFormaldehyde + releasers (DMDM Hydantoin)Cancerogeno IARC, irritante
Caffeina anticelluliteCaffeine (prodotti leave-on)Assorbimento sistemico ancora in studio
Perossido di benzoileBenzoyl PeroxideDati di sicurezza fetale insufficienti
Alluminio cloruroAluminium ChlorohydratePresente in alcuni deodoranti

Chiarito il perimetro di ciò da evitare, il quadro si ribalta: esistono ingredienti non solo sicuri, ma particolarmente utili durante i nove mesi.

Ingredienti sicuri durante la gravidanza

Idratanti naturali senza rischi

La pelle in gravidanza tende a seccarsi di più per via delle variazioni ormonali, della maggiore richiesta idrica del corpo e della progressiva distensione cutanea. 

Per mantenere la tua pelle morbida e ben nutrita anche in questa particolare fase, il profilo di sicurezza più consolidato appartiene a questi ingredienti:

  • acido ialuronico (Sodium Hyaluronate nell'INCI): idratazione profonda, sicuro a qualsiasi concentrazione, già presente naturalmente nei tessuti fetali;
  • burro di karité (Butyrospermum Parkii Butter): emolliente e nutriente, ricco di acidi grassi insaturi utili anche per prevenire le smagliature;
  • olio di mandorle dolci (Prunus Amygdalus Dulcis Oil): lenitivo, ideale anche sul pancione;
  • aloe vera: idratante e lenitiva, ottima su pelle sensibilizzata dai cambiamenti ormonali;
  • centella asiatica (Centella Asiatica Extract): stimola la produzione di collagene e accelera la rigenerazione cutanea, nessuna controindicazione documentata in gravidanza [8].

La crema corpo PlantaDea per pelli secche combina olio di riso e di borragine, burro di karité e sodio ialuronato. Tutti questi ingredienti compongono un mix 100% compatibile con la gravidanza. 

La crema mani aggiunge estratto d'avena bio e miele per una protezione extra sulle mani. La sua necessità si lega al fatto che, in gravidanza, le mani lavano più spesso di quanto la pelle possa sopportare.

Vitamina C e antiossidanti naturali

La vitamina C topica è un antiossidante capace di contrastare i radicali liberi, uniformare il tono cutaneo e stimolare la sintesi di collagene.

La forma più efficace, l'acido L-ascorbico (L-Ascorbic Acid), non presenta controindicazioni documentate in gravidanza a concentrazioni del 5-15%. Nessuno studio ne ha rilevato tossicità fetale dall'applicazione cutanea. 

Aiuta specificamente a contrastare il cloasma gravidico. Con questo termine ci si riferisce all'iperpigmentazione che compare spesso nel secondo e terzo trimestre per effetto degli estrogeni sulla melanogenesi, ossia il processo che regola la produzione di melanina.

Gli antiossidanti sicuri da cercare nell'INCI sono:

  • Ascorbic Acid o Ascorbyl Palmitate (vitamina C stabile);
  • Tocopherol (vitamina E, presente in tutte le formule PlantaDea);
  • Resveratrol (polifenolo antiossidante);
  • estratti di calendula (Calendula Officinalis Flower Extract) e achillea (Achillea Millefolium Extract).

Protezione solare in gravidanza: filtri fisici vs chimici

I filtri solari si dividono in fisici (minerali) e chimici (organici): in gravidanza la distinzione è rilevante, non è un dettaglio da trascurare.

I filtri minerali (Zinc Oxide e Titanium Dioxide) rimangono sulla superficie cutanea e non vengono assorbiti sistemicamente in condizioni normali di utilizzo [7]. 

I filtri chimici organici (Oxybenzone, Octinoxate, Avobenzone) vengono invece assorbiti dalla pelle e rilevati nell'urina. La FDA stessa ha avviato studi specifici sulla sicurezza sistemica [7], ma la loro valutazione in gravidanza è tuttora incompleta.

In pratica:

  • scegli SPF con soli filtri minerali nella lista INCI;
  • punta su SPF 30-50+ ad ampio spettro (UVA+UVB) ogni mattina, 365 giorni l'anno;
  • applicala come ultimo step della routine mattutina, dopo la crema idratante;
  • applicala nuovamente ogni 2 ore se sei esposta al sole diretto (il cloasma gravidico peggiora rapidamente anche con brevi esposizioni UV).

Saper scegliere gli ingredienti giusti è metà del lavoro. L'altra metà è saper leggere l'INCI da sole, senza dipendere dal commesso o dal sito del brand.

Come leggere l'INCI dei cosmetici in gravidanza

L'INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) non è solo una lista: è il documento d'identità di ogni cosmetico, obbligatorio per legge in tutta l'Unione Europea [9]. 

Gli ingredienti appaiono in ordine decrescente di concentrazione: il primo è presente in maggiore quantità, l'ultimo (spesso un conservante o un profumo) in tracce minime.

Sapere come leggere le informazioni che l’INCI contiene in modo corretto è fondamentale per prenderti cura di te e del tuo bambino fin dal primo giorno. Ecco alcuni consigli per utilizzare l’INCI in autonomia:

  • scarica un'app di decodifica INCI: INCI Beauty e CosmEthics permettono di inquadrare il barcode o cercare ogni voce e ottenere una valutazione di sicurezza in pochi secondi;
  • individua la voce "Parfum (Fragrance)": può contenere centinaia di molecole non dichiarate individualmente. In gravidanza conviene evitarla o scegliere prodotti profumati solo con idrolati e oli vegetali;
  • cerca l'asterisco (*) accanto agli ingredienti certificati biologici: garantisce che quella materia prima proviene da agricoltura senza pesticidi di sintesi;
  • conta le voci totali: una formula con 15-20 ingredienti espone statisticamente a meno variabili di una con 40, anche se nessuna voce è singolarmente problematica.

Il Regolamento UE 1223/2009 impone la presenza dell'INCI su ogni cosmetico venduto in Europa. La sua assenza non è una svista tipografica: è un segnale da prendere sul serio.

I cosmetici bio certificati: la scelta più sicura in gravidanza

Le certificazioni Cosmos Organic, ICEA e Natrue escludono a priori parabeni, ftalati, petrolati, coloranti sintetici, profumi di sintesi, OGM. La conformità non si autocertifica: richiede audit indipendenti e controlli periodici su ogni lotto di materie prime e sul prodotto finito.

Per sapere con certezza se un pordotto è davvero bio e in cosa si distingua da un semplice cosmetico naturale puoi leggere l’articolo: 

Come riconoscere i cosmetici naturali?

Per chi vuole semplificare la selezione durante i nove mesi, la certificazione bio diventa un filtro rapido. Invece di analizzare ogni INCI voce per voce, si selezionano i prodotti conformi agli standard più restrittivi del mercato europeo.

La skincare bio di PlantaDea è sicura anche in gravidanza

I prodotti PlantaDea sono formulati con ingredienti naturali certificati da agricoltura biologica (indicati con l'asterisco * nell'INCI), privi di parabeni, petrolati e profumi sintetici aggressivi.

kit pelle secca naturale PlantaDea

La crema viso per pelli secche contiene cannabidiolo (CBD) da estratto di canapa, sodio ialuronato, estratto di calendula bio e achillea bio. Tutti componenti con proprietà lenitivo-idratanti documentate e nessun rischio rilevato per il nascituro dall'applicazione topica. 

Il CBD cosmetico applicato sulla pelle non raggiunge il circolo sistemico in concentrazioni rilevabili nelle formulazioni cosmetiche standard. Resta comunque un ingrediente su cui confrontarsi con il proprio ginecologo, per chiarezza personale più che per controindicazione scientifica dimostrata.

Il latte detergente viso combina olio di mandorle dolci, estratto di calendula bio e acido ialuronico idrolizzato in una formula senza solfati aggressivi. Questo prodotto è stato pensato esattamente per la pelle delicata in gravidanza.

Ingredienti controindicati assenti in tutta la linea PlantaDea: nessun retinoide, nessun parabene, nessun Benzyl Salicylate nella gamma viso e corpo, nessun filtro chimico organico.

Routine skincare semplice e sicura per le future mamme

Il principio guida è lo stesso della nutrizione in gravidanza: qualità degli ingredienti prima della quantità dei prodotti. Una routine con cinque step efficaci vale più di dieci prodotti medi applicati in fretta, con il beneficio aggiunto di ridurre la co-esposizione a sostanze diverse.

Routine mattino

  • Detergente delicato senza SLS e SLES, aiuta a mantenere il pH fisiologico della pelle tra 4,5 e 5,5;
  • Tonico idratante o acqua floreale (rosa o camomilla) per riequilibrare il pH dopo la detersione e preparare la pelle agli step successivi;
  • Siero antiossidante: vitamina C a bassa concentrazione oppure bakuchiol, se meglio tollerato;
  • Crema idratante con acido ialuronico, karité e mandorle dolci, applicata su pelle ancora leggermente umida per massimizzare l'assorbimento;
  • SPF 30-50+ minerale: non è opzionale, nemmeno in inverno e nemmeno nelle giornate nuvolose.

Routine sera

  • Struccante con olio vegetale puro (mandorle dolci o jojoba) per rimuovere make-up, SPF e residui di smog;
  • Detergente delicato come secondo passaggio per una pulizia più profonda;
  • Siero all'acido ialuronico su pelle ancora umida;
  • Crema idratante nutriente, con formula più ricca rispetto al giorno.

Un consiglio pratico che vale sempre: per ogni prodotto nuovo, fai un patch test nell'incavo del gomito e aspetta 24 ore prima di usarlo sul viso o sul pancione. La pelle in gravidanza può diventare più reattiva del solito, e scoprirlo su metà del viso è un'esperienza che nessuna vorrebbe davvero fare.

Scegliere cosmetici bio certificati in gravidanza non è un lusso per chi ha tempo da dedicare alla lettura delle etichette. E’ il modo più diretto per ridurre la co-esposizione a sostanze ancora parzialmente studiate nel contesto fetale. Bastano pochi prodotti, INCI corti, profumi sintetici eliminati e un SPF minerale ogni mattina. La pelle ti ringrazia, il bebè probabilmente anche.

FAQs sui cosmetici in gravidanza

Posso usare la niacinamide in gravidanza?

La niacinamide (vitamina B3 topica) è generalmente considerata sicura a concentrazioni tra il 2% e il 5%. Nessuno studio clinico ha rilevato rischi per il feto dall'applicazione cutanea. Alcune fonti la escludono per eccesso di cautela, però la letteratura disponibile non supporta un divieto categorico. Come per ogni attivo introdotto in gravidanza, il confronto con il ginecologo rimane la scelta più sensata.

Posso fare la ceretta o l'epilazione in gravidanza?

La ceretta e i metodi di epilazione meccanica sono compatibili con la gravidanza. La pelle risulta spesso più sensibile del solito, quindi conviene testare su una piccola area prima di procedere. Da evitare: le creme depilatorie a base di tioglicolato di calcio, sulla cui sicurezza fetale mancano dati sufficienti.

I cosmetici bio sono sempre sicuri in gravidanza?

No, e la risposta merita chiarezza senza giri di parole. Anche ingredienti di origine vegetale — alcuni oli essenziali, per esempio — possono essere controindicati. La certificazione bio garantisce l'assenza di determinate sostanze chimiche di sintesi, non la sicurezza assoluta di ogni ingrediente in qualsiasi condizione fisiologica. L'INCI va letto comunque, anche su un prodotto Cosmos certificato.

Studi e fonti di riferimento

[1] Darbre PD, Harvey PW. Paraben esters: review of recent studies of endocrine toxicity, absorption, esterase and human exposure, and discussion of potential human health risks. J Appl Toxicol. 2008;

[2] Smarr MM et al. Urinary concentrations of parabens and other preservatives in US women during pregnancy. J Expo Sci Environ Epidemiol. 2017;

[3] Dolk H et al. Topical use of retinoids in pregnancy and risk of fetal abnormalities. Reprod Toxicol. 2019;

[4] Dhaliwal S et al. Prospective, randomized, double-blind assessment of topical bakuchiol and retinol for facial photoageing. Br J Dermatol. 2019;

[5] Briggs GG, Freeman RK, Towers CV. Drugs in Pregnancy and Lactation: A Reference Guide to Fetal and Neonatal Risk. 12th ed. Wolters Kluwer. 2021;

[6] Tisserand R, Young R. Essential Oil Safety: A Guide for Health Care Professionals. 2nd ed. Churchill Livingstone. 2014;

[7] US FDA. Sunscreen Drug Products for Over-the-Counter Human Use: Proposed Rule. 2019;

[8] Ud-Din S, McGeorge D, Bayat A. Topical management of striae distensae (stretch marks): prevention and therapy. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2016;

[9] Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici. EUR-Lex.

Iscriviti alla nostra newsletter. 

Ricevi promozioni esclusive riservate ai membri della newsletter
Condividi su:
Condividi:

Scrivi un commento

Altri articoli

heartcartmagnifiercrosschevron-downchevron-left